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La riconciliazione

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Dio Padre dei poveri

Questo è l'anno dedicato al Padre e al sacramento della Riconciliazione e nel quale si concretizza il nostro momento del perdono.
Il tentativo che l'uomo fa di conoscere Dio lo porta a risposte sfocate perché.. "Dio nessuno lo ha mai visto... solo il figlio ce l'ha rivelato "(S.Giovanni).
La fede ci chiede di partire dal "fatto" dell'amore di Dio cioè il suo incommensurabile amore in Gesù Cristo.

Con la rivelazione il volto di Dio è diventata la storia di Gesù che ci dà la conoscenza del
Padre suo e nostro: ciò che era indecifrabile diventa palpabile.
All'uomo è data la possibilità di fare esperienza di Dio come Padre.

Rembrandt - il Figliol Prodigo (1669) Il quadro di Rembrant del 1669, ci descrive il lungo itinerario spirituale di quest'uomo e di
ogni credente che porta a fare l'esperienza del Padre che ci accoglie come figli.
Il quadro fu intitolato "Il ritorno del figliol prodigo" o "Abbraccio del Padre".

Sono diversi i personaggi di questo quadro e sono l'espressione di questo itinerario che ogni uomo compie nella ricerca di Dio.
In alto a sinistra e al centro, due figure appena abbozzate stanno a guardare indifferenti quell'abbraccio che non li riguarda.
Un terzo uomo seduto che guarda, vestito elegantemente forse il ricordo di un tempo della vita del pittore dove i piaceri della vita erano l'unico interesse, unica ricerca: sono tutti nella penombra e stanno a guardare indifferenti.
Sono la rappresentazione di tanti uomini che sentono parlare di Dio, del suo amore ma restano estranei, non si lasciano coinvolgere: forse è troppo bello, impossibile, forse sono distratti dai mille interessi della vita (Marco 4,19).
Rappresentano una parte dell'umanità, di noi stessi, la parte incredula che è nel cuore di ciascuno.
C'è un quarto personaggio sulla destra in piedi, che guarda e sembra illuminato da quell'abbraccio.
Molti commentatori dicono che è il figlio più grande che non riesce a entrare in quell'amore ma si lascia interpellare, si lascia mettere in crisi da quell'amore che non capisce ma che riconosce, lo riguarda, lo turba anche se non lo condivide né comprende. Guarda e non capisce quell'amore!
E' la rappresentazione di un'altra parte di noi stessi e dell'umanità che si è avvicinata all'amore di Dio ma quello stile, quell'evento, la Pasqua, la croce, la risurrezione sembra quasi non condividerlo, non accettarlo. "Non ci sta bene che Tu, Dio Padre ci ami così".
Abbiamo un'altra idea di Te!
Anche noi, in questa parte di noi stessi dobbiamo forse convertirci.
Questo figlio maggior ha molto in comune con il Padre: ha lo stesso colore del mantello e la stessa luce sugli occhi... ma non capisce: "Tutto quello che è mio è tuo" dice il Padre.

Ecco il grande abbraccio.
Un Padre vecchio, i suoi occhi sono quasi chiusi perché egli ha già scelto, prima di vedere suo figlio, di abbracciarlo.
Questo figlio ha esigito la sua eredità e il Padre, contro tutta la mentalità del tempo, aveva accettato di dargliela prima della morte.
Chiedere l'eredità era come augurare e desiderare che quella morte venga.
Era partito ricco di giovinezza, di eredità e di autonomia.
Ora è tornato; la sua veste è un brandello, lacero pieno di pieghe oscure, i piedi sono insanguinati e solo in un piede conserva il sandalo; è calvo come un malato, un prigioniero, uno schiavo. E’ simile a quell’uomo incappato nei briganti che lo percossero, lo derubarono e lo lasciarono ferito, mezzo morto (Luca 10)

E' tornato ed è stato riaccolto nel SENO del Padre.
Il Padre lo abbraccia con un abbraccio unico, lo trattiene a sé... "il suo peso è dolce, il suo carico leggero".

E il figlio è entrato nel seno del Padre si confonde quasi con Lui.
Il Padre lo accoglie nel suo seno, lo copre con il suo mantello e la sua persona, nella sua casa: la casa del Padre.
Non guarda perché egli ha già scelto di amare suo figlio: non ama ciò che vede ma colui che viene. Non ama la fedeltà del figlio, ma ama suo figlio... con un amore che è nello stesso tempo forte e dolce.
La mano sinistra del Padre è energica, robusta, quella destra è delicata, materna.
Dio ti accoglie con forza paterna e con dolcezza materna.

Tutti guardano: il Padre e il figlio non guardano nessuno, sono totalmente afferrati da questo abbraccio che illumina tutti.
Questa è la vicenda di Cristo con il Padre: egli "pur essendo Figlio.... annientò se stesso” condividendo i nostri limiti... obbedendo al Padre... che lo ha accolto nel suo seno dopo il grande si della Pasqua.

Contempliamo quest'abbraccio che è del Padre con suo Figlio Gesù che porta su di sé il peccato del mondo, ma è anche l'abbraccio del Padre per ogni uomo peccatore, ferito, in preda alla morte.
Il Padre ti abbraccia ciecamente con la forza e la dolcezza di cui Dio è capace.

Aiutaci Signore in questa immagine a ritrovare noi stessi, il nostro posto nell'itinerario verso di Te:

  • tra coloro che guardano indifferenti;
  • tra chi condivide la vita del Padre ma non comprende;
  • tra coloro che sentono di essere abbracciati.
  • vicino a Colui che abbraccia, il Padre dal quale ogni paternità e maternità nei cieli e sulla terra trae origine?


Il cristiano è un “ex-figliol prodigo” che è stato abbracciato dal Padre, anche lui era ferito ma il Padre lo ha accolto nel suo seno (dono dello Spirito, imposizione delle mani) lo ha rivestito della veste più bella come segno del Padre che ci abbraccia, Padre dei poveri.

Cristiano testimone della Carità di Dio in Gesù Cristo, del legame sostanziale ed efficace che esiste, per il dono di questa Paternità, tra Liturgia e Vita.

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